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Letteratura

''Nei boschi eterni''

A cura di Redrum

Pubblicato il 06/03/2007

Parigi e Normandia. Marzo - maggio 2005. Il commissario di polizia "per scortesia" Jean-Baptiste Adamsberg, tornato dall'avventura formativa in Quebec e dalle cinque settimane di riposo forzato, ha cambiato casa (in soffitta forse c'è il fantasma di una omicida, suora Clarissa).

Parigi e Normandia. Marzo - maggio 2005. Il commissario di polizia "per scortesia" Jean-Baptiste Adamsberg, tornato dall'avventura formativa in Quebec e dalle cinque settimane di riposo forzato, ha cambiato casa (in soffitta forse c'è il fantasma di una omicida, suora Clarissa). La mano sinistra mostra ancora due orologi al polso e un nuovo anello d'oro. E' basso, piccolo; fa movimenti lenti, nervosi; ha sempre abiti gualciti, sguardo evanescente, voce morbida, mente destrutturata. Occhi e capelli bruni, naso grosso, braccia brune. Riflette solo camminando, appare concentrato su un ignoto altrove, indifferente ai problemi minuti, placidamente mancante di desideri, molto raramente irato. Ricorda origini nei Pirenei, un fratello e quattro sorelle. Da poco gli è morto il padre e co-gestisce un figlio di nove mesi, Thomas; ha nuovamente rotto (sette volte in quindici anni) con la bella madre, Camille, ora più amichevole sorridente distratta, che suona la viola, spesso in concerti di sera. Quella notte in Normandia, addormenta Tom poggiandogli una mano sulla testolina (riesce pure con altri).

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