A cura di Redrum
Pubblicato il 15/05/2007
DI MICHAEL FARIN MICHAEL FARIN nasce nel 1953 a Rotenburg/Wumme,in Germania. Nel 1979 consegue il dottorato in Germanistica e Filosofia, ma nel corso degli anni Ottanta preferisce occuparsi soprattutto di radio (è autore di trasmissioni per il Bayerischer Rundfunk), di giornalismo (collabora con il quotidiano "Studdeutsche Zeitung") e di editoria, fondando anche, nel 1982, la casa editrice Belleville. Nel 1994, scrive radiodrammi per diverse emittenti tedesche e l'anno seguente inizia la sua collaborazione con Romuald Karmakar, con il quale scrive Der Totmacher e Das Frankfurter Kreuz. Nei primi mesi del 2000 ha messo in scena al Bayerisches Staatsschauspiel Mein Freund Hitler di Yukio Mishima.
Le condizioni sono favorevoli per gli assassini.
Essi dominano occultamente l'industria culturale e il mondo dei media, rappresentano un punto di cristallizzazione, nel quale si fondono, con grande presa sul pubblico, notizie sensazionali, shock e orrore. Nulla più del lato oscuro dell'esistenza umana — questo è il messaggio — reclama a viva voce la luce. Il male, ovunque in agguato, vuole divenire visibile, il demone che è in noi vuole che si prenda coscienza della sua presenza.
L'uomo dell'inferno (questo è il titolo di un libro sul seriai killer russo Andrej Chikatilo) non ci è mai stato così vicino. Crime e true erime, nell'epoca dell'infotainment, stanno ovunque avanzando. I precursori sono stati l'Inghilterra e, come spesso accade, gli Stati Uniti: sia che si tratti del simpatico cannibale Ilannibai Lecter di Il silenzio degli innocen ti, o di Brad Pitt in Kaljornia o dei Naturai Born Killers di Oliver Stone, non c'è mai scampo. Lo stesso editore scientifico Garland Publishing (New York/Londra) sta al gioco, pubblicando, nel 1988, laAnnotated Bibliography di Michael Newton, sul tema dei serial killer. E leggendo le numerose enciclopedie dedicate esclusivamente agli autori di omicidi quali, ad esempio, l'Encyclopedia of Murder di Colin Wilson e Patricia Pitman (1984), la World Encyclopedia of2Oth Century Murder di Jay Robert Nash (1992) o il New Murderers Who's Who (1989) scritto dal team J.H.H. Gaute e Robin Odelì, veniamo a sapere (quasi) tutto su di loro: il celebre soprannome (Jack lo Squartatore, il Vampiro di Dùsseldorf, Green River Killer, lo Strangolatore di Boston, ecc.) e, naturalmente, il modo in cui essi lo hanno acquisito, quindi il loro curriculum e i delitti da essi commessi. Possiamo seguire la loro ascesa a star dei media, a personaggi cult, a "eroi".
Ma gli eroi hanno il loro prezzo. Quando, per esempio, David Berkowitz, noto come "Son of Sam" (negli anni Settanta le sue aggressioni alle coppie di innamorati avevano impaurito la popolazione di New York) annunciò, nel 1979, la sua "biografia ufficiale", la rivista specializzata "Publisher's Weekly" accettò di pagare svariati milioni di dollari per i diritti d'autore. Si tentò di evitare che ciò accadesse attraverso la "legge Son of Sam", rapidamente emanata a causa dello scandalo che si andava delineando (per quanto essa fosse valida solo nello Stato di New York). Tale provvedimento, che vietava ai criminali condannati dalla legge di trarre qualunque vantaggio economico dallo sfruttamento da parte dei media dei crimini commessi, fu, però, in più modi eluso.