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Psicologia
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PSICHIATRIA FORENSE E "SERIAL KILLERS"
- Il problema, con riferimento a casi siffatti [Omicidi sessuali ed imputabilità n.d.r.], non è certo quello di negare l'eventualità di omicidi multipli conseguenti a turbe della sessualità, ma è quello di evitare di sovradeterminare le indagini psichiatrico — forensi in rapporto allo stereotipo del del c.d. "Serial Killer".
di di Francesco De Fazio
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Sulle tracce dei serial killer 4\5
- Per questo motivo dal 1997, sull'esempio di quello che da anni avviene in altre nazioni, l'attuale Capo della Polizia Gianni De Gennaro, allora direttore centrale della Polizia Criminale, istituì anche in Italia una squadra speciale, che agisse da supporto all'attività investigativa nel caso di omicidi efferati o commessi da serial killer: l'Uacv (Unità Analisi Crimini Violenti), che è il fiore all'occhiello della Polizia scientifica.
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Sulle tracce dei serial killer 2\5
- "Anche se è difficile generalizzare, nella loro esistenza ci sono delle costanti.
Alcuni sono stati maltrattati e abusati da bambini. Tutti quanti hanno un passato freddo e vuoto oppure un'infanzia priva di calore e di sentimenti", assicura Fornari.
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sulle tracce dei serial killer 1\5
- articolo di Giuseppe Brillante
tratto da Newton (agosto 2001)
Il vicino di casa, l'insospettabile insegnante, il brillante manager... un assassino seriale si può celare sotto vari aspetti. Agli occhi di tutti ma non dei "cacciatori" di menti criminali. Che li smascherano così.
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la guida in "sessualità" dice...
- Per SERIAL KILLER s’intende colui che uccide in “serie”, cioè uccide più persone (almeno tre) in periodi piuttosto lunghi (da giorni ad anni), secondo la definizione del FBI.
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4. Perché non tutti diventano assassini?
- Una risposta plausibile a tale interrogativo potrebbe essere contenuta nella fase antecedente al primo delitto.
I criminali devono trovarsi in una situazione scatenante e reagire di conseguenza. Alcuni criminali potenziali non vi giungono mai.
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<3.1> Influenza del rapporto genitore - figlio
- Alla luce di un’analisi più accurata dell’ultimo punto, emerge che il rapporto madre-figlio, in particolare la capacità di instaurare un legame ed il senso di protezione o stabilità che ne deriva, costituisce il meccanismo principale dello sviluppo dell’aggressione estrema (cfr. KORNADT, 1992b,c).
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3 Esperienze infantili
- All’infuori dei criminali classificati inequivocabilmente come squilibrati mentali, i cui delitti scaturiscono da rappresentazioni deliranti, per tutti gli altri vale l’interrogativo circa le cause di tali atti estremi, come ad esempio quelli descritti precedentemente o, più esattamente, circa le cause della motivazione estremamente aggressiva.
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1. Motivazione estremamente aggressiva
- Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro.
E se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l’abisso vorrà guardare dentro di te. (Friedrich Nietzsche, Di là dal bene e dal male, Aforisma 146)
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