Abbiamo visto in precedenza come sia controverso il concetto di perversione in sessuologia a causa delle evidenti connotazioni culturali che ne rendono difficile la definizione clinica.
Mi riferirò quindi, per questioni di praticità, alle teorie classiche (anche se discutibili)sulle perversioni (chiamate oggi “parafilie”). Queste, considerano sane le forme devianti del rapporto sessuale che fungono da preludio o accompagnamento al coito e perverse quelle che invece lo sostituiscono completamente.
La diagnosi delle perversioni prevede una suddivisione in:
PERVERSIONI ALL’ATTO
Tutte quelle devianze sessuali che sostituiscono il coito con un’altra pratica come ad es. il voyeurismo, la mixoscopia, il froutterismo, sadismo, masochismo, l’impalamento, l’iniettomania e molte altre.
PERVERSIONI DELL’OGGETTO
Tutte quelle deviazioni che sostituiscono il partner eterosessuale con ad es. un bambino (pedofilia), un anziano (gerontofilia), una parte del corpo (es. feticismo del piede), con le piante (dendrofilia) e con animali (zoofilia).
La moderna sessuologia ritiene comunque che le perversioni più gravi siano quelle CHE NON COINVOLGONO I GENITALI, in altre parole, quelle che riescono a nascondere meglio il loro carattere sessuale come ad es. la cleptomania e la piromania. Queste pratiche infatti, apparentemente sembrano non riguardare la sessualità, in realtà possono fungere da surrogati sessuali.
Bisogna altresì puntualizzare che non esiste un confine netto tra normalità e perversione: in ognuno di noi sembra essere presente un certo grado di perversione che può talvolta emergere o manifestarsi in modo innocuo e impercettibile.
L’unico parametro attendibile, per definire le perversioni, sembra essere quello che le considera come tali perché NON POSSONO ESSERE MAI SODDISFATTE. E’ presente cioè nel soggetto una incontenibile esigenza di ripetere con maggiore frequenza lo stesso atto perverso, che di volta in volta presenterà sempre un grado minore di soddisfacimento.
La sessualità di una persona sana è caratterizzata dalla possibilità di appagare totalmente il desiderio, quella di un semi-deviante di appagarlo tramite particolari rituali (come nel caso dei feticisti) e quella totalmente perversa dall’impossibilità di raggiungere il soddisfacimento sessuale. A quest’ultimo tipo di deviazione fa seguito una mancanza di inserimento in un qualsiasi tipo di società reale e concreta, sentita sempre dal soggetto perverso come un qualcosa di insopportabile.
Dott.ssa Flavia Rainaldi









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