A cura di Dott.ssa Flavia Rainaldi
Pubblicato il 03/10/2000
Il piacere del guardare costituisce una perversione dell'atto sessuale: mixoscopia di accoppiamento, di compensazione, bestialis e omosessuale sono alcune forme di voyeurismo....
Con il termine VOYEURISMO si intende l’impulso ad osservare altre persone, in genere sconosciute, spogliate oppure durante un atto sessuale e, in certi casi , mentre orinano o defecano (Preben Herfoft, 1982).
Sinonimi di questa parafilia sono la SCOPOFILIA e la MIXOSCOPIA.
Il voyeur soddisfa il proprio desiderio spiando persone o coppie da fessure, finestre, toiletts pubbliche, parchi ecc.
Per quanto riguarda i tipi di voyeurismo possiamo trovare:
1. MIXOSCOPIA DA ACCOPPIAMENTO
(Il soggetto ricorre ad atti di questo tipo solo per aumentare l’eccitazione e per introdurre il rapporto sessuale)
2. MIXOSCOPIA DA COMPENSAZIONE
( Il soggetto ricorre a queste pratiche come surrogato del rapporto sessuale)
3. MIXOSCOPIA BESTIALIS
( Il soggetto prova piacere nell’osservare il coito tra animali o tra uomo e animale)
4. MIXOSCOPIA OMOSESSUALE
(In questa forma, il voyeur non è necessariamente omosessuale ma si eccita o prova l’orgasmo guardando persone che hanno rapporti omosessuali tra loro ad es. un uomo eterosessuale che guarda un rapporto lesbico)
Hirschfild coniò il termine di VISUALISMO per riferirsi al piacere provato nel guardare se stessi (allo specchio o in fotografia) o altre persone oppure animali, durante l’atto sessuale. Una forma particolare è il CANDAULESIMO, dove il soggetto prova soddisfacimento nell’osservare il partner durante l’atto sessuale con un’altra persona(Borneman, 1988).
Il voyeur è nella quasi totalità dei casi maschio, è in genere innocuo e si spaventa se viene scoperto. Alla base di questa perversione sembra esserci la paura del rapporto sessuale, del contatto diretto col corpo altrui ma soprattutto il timore derivante da un coinvolgimento responsabile e reciproco tipico di una vera relazione d’amore. Molti voyeur affermano di aver sofferto di una mancanza di affetto e di calore durante l’infanzia, con conseguente incapacità di donarsi alla persona sentendosi contemporaneamente sicuri. A volte non sono nemmeno certi della loro virilità e con queste pratiche essi evitano la reciprocità dell’atto sessuale, mettendosi al riparo dal rischio di possibili rifiuti e dalla derivante frustrazione connessa. In particolare, l’aggressività celata dietro gli atti voyeuristici, sembra destinata a sopperire questo senso di inferiorità. Altre componenti fortemente erotiche sono individuate nel rischio, nell’illegalità dell’atto, nel timore di essere scoperti e nell’impatto con la vittima.
Freud si occupò della scopofilia affermando che essa precede l’esibizionismo: il piacere di guardare evolverebbe quindi nel piacere di essere guardati.
Questo trarre piacere dal guardare diventa perversione quando:
1. Si limita esclusivamente ai genitali
2. E’ collegato al superamento del disgusto verso il guardare le funzioni escretive
3. Quando, invece di preparare il rapporto sessuale , lo sostituisce.
E’ comunque normale avere una certa curiosità sessuale e trarre piacere da certi spettacoli, film erotici o dal guardare il proprio partner. Queste manifestazioni possono rappresentare dei tratti di personalità frequenti. Non devono considerarsi indicatori di voyeurismo finché non arrivano a sostituirsi completamente al coito, quando finiscono cioé con l'intrappolare il soggetto in una sorta di rituale obbligatorio, necessario per soddisfare il desiderio sessuale.