COSA FARE IN CASO DI MOLESTIE SUL LAVORO

-Tess, prima che vada via dall'ufficio, abbiamo una buona notizia per lei! Luz ha un amico, Bob, all'Arbitraxi: lei SBAVA per fare carriera e loro cercano gente che sbava. -SBAVARE è la parola magica. Bob cerca una nuova segretaria e vuole conoscerla davanti ad un drink. -Anche questo è uno che vuole provarci? -Ho forse l'aria di un ruffiano???!!!!! (dal film: "Una donna in carriera")

La protagonista del film, una volta giunta sul luogo dell’appuntamento “d’affari” (“gentilmente” indirizzata dal suo superiore) si vede proiettare, al posto di un corso di aggiornamento aziendale, un film pornografico seguito dalla confessione “Bè in effetti non mi serve un’assistente in questo momento, però…”. La reazione immediata di lei, è di precisare che “Sbavo per fare carriera Bob, ma non fino a questo punto!” seguita da relativa fuga da parte dell’ingenua e zelante segretaria. Ecco un classico esempio di molestie sessuali varie. Abbiamo visto nel precedente intervento, MOBBING E MOLESTIE SESSUALI, la definizione di molestia sessuale e di come questa comprenda anche le allusioni verbali, la visione di materiale pornografico nonchè le classiche avances non gradite.

Come difendersi dalle molestie sessuali?

Le strategie possono variare a seconda della gravità della molestia, dell’insistenza del molestatore e delle sue reazioni alla richiesta di smettere.

La protagonista del suddetto film, reagisce dando del ruffiano al capoufficio sotto l’ilarità generale dei numerosissimi colleghi, mandando questo messaggio sulla schermata gigante dell’ufficio, al posto dei titoli di borsa, e questo è invece un classico esempio di cosa NON SI DEVE FARE in queste situazioni.

In questi casi bisognerebbe infatti evitare vendette, ripicche, minacce e atteggiamenti fisicamente e verbalmente aggressivi: frasi come ad esempio “Se lo rifai ti gonfio come una zampogna” oppure “Ti arriva una sberla che quando ti svegli i vestiti che porti sono passati di moda” e via dicendo, possono solo far degenerare la situazione a nostro sfavore: il molestatore infatti potrebbe continuare anche peggio di prima in quanto l’aggressività aggrava sempre i conflitti.

In genere, in questi casi, una delle reazioni più comuni è quella di ignorare l’episodio e di non far nulla. Un atteggiamento di questo tipo può al contrario aggravare il problema: il silenzio può infatti essere scambiato come un incoraggiamento a continuare o comunque di non ostilità.
Anche ridere e sdrammatizzare l’accaduto può essere utilizzato solo in casi di molestie poco gravi ed è comunque un’arma a doppio taglio: poiché implica complicità col molestatore, può incoraggiarne l’atteggiamento nei nostri confronti.

La cosa migliore da fare è CHIEDERE SEMPRE AL MOLESTATORE DI SMETTERE DESCRIVENDO CONTEMPORANEAMENTE IL PROPRIO STATO D’ANIMO. Dire ad esempio: ”Queste tue allusioni mi feriscono, potresti cercare di evitarle?” “Trovo insopportabile il fatto che tu continui a toccarmi se non lo facessi potremmo andare molto più d’accordo sul lavoro” o anche: “Queste tue occhiate sono offensive per me, potresti evitarle in futuro?”

Non è detto che questo atteggiamento risolva la situazione in modo definitivo, ma ha il merito di aumentare la sicurezza e l’autostima nella persona in quanto la rabbia viene indirizzata in modo costruttivo verso l’oggetto delle proprie frustrazioni, evitando al contrario di dirigerla verso le persone sbagliate, come ad es. i familiari oppure verso noi stessi, mettendo in atto una reazione a catena dannosa per il nostro equilibrio psico-fisico e per la nostra vita privata.

E se la persona in questione non accenna a demordere? Allora è il caso di rivolgersi e farsi consigliare dal proprio sindacato nonché alla propria organizzazione, sempre che preveda interventi per questo tipo di conflitti.

In ogni caso PRENDERE SEMPRE NOTA DELLA DATA E DELL’ORA IN CUI E’ AVVENUTO L’EPISODIO, DELLA SUA DESCRIZIONE, DELLA VOSTRA REAZIONE, DELL’EMOZIONE CHE HA PROVOCATO IN VOI ED IN EVENTUALI TESTIMONI.

La descrizione precisa e minuziosa dei fatti, potrà essere molto utile in caso decidiate di far presente la cosa ad un superiore o di adire alle vie legali.

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Pubblicato il domenica 31 dicembre 2000 in: Abuso e sfruttamento

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