Per feticismo si intende quel comportamento sessuale dove il soddisfacimento risulta collegato ad una parte del corpo (es. piede, capelli, ecc.) o a qualche oggetto animato (es. biancheria intima femminile, oggetti di cuoio ecc.) anziché ai genitali, arrivando ad escludere totalmente l’interesse verso la persona umana. Secondo il DSM IV, di solito il feticcio è necessario, o di gran lunga preferito, per gli incontri sessuali ed in sua assenza possono verificarsi disfunzioni dell’erezione nei maschi. Il feticista spesso si masturba mentre tiene in mano l’oggetto, si strofina contro ed odora l’oggetto feticistico oppure può chiedere al partner di indossare l’oggetto durante gli incontri sessuali. Tra i cinque sensi l’olfatto è certamente quello più caratterizzante il feticismo: spesso è proprio l’odore di determinate parti che le rende dei feticci (si pensi ad esempio al ruolo che rivestono da questo punto di vista i capelli, i piedi la biancheria, le calze ecc.)
Secondo la teoria freudiana, il f. deriverebbe dalla paura della castrazione e sarebbe una sorta di protezione da essa. Il feticcio , è l’ultimo oggetto percepito prima della scoperta degli organi femminili in cui l’assenza del pene è considerata come il risultato di una castrazione. La scoperta della mancanza del pene nei genitali femminili da parte del bambino viene sentita come una minaccia per la propria integrità genitale. Per controllare l’ansia derivante da questa minaccia, il bambino mette in atto un meccanismo di difesa: la negazione dell’assenza del pene nella donna.
Di conseguenza il feticcio rappresenta il sostituto del pene nella donna, un oggetto di compromesso che diventa il fulcro dell’interesse sessuale, tanto che spesso i genitali femminili destano un certo fastidio al feticista. Grazie all’instaurarsi del feticismo, si può controllare l’ansia derivante dalla paura di castrazione… (continua)
Dott.ssa Flavia Rainaldi









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