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A cura di Giancarlo
Pubblicato il 30/01/2004
Gli Elimi - I Sicani - I Fenici - I Siculi
Gli Elimi stanziatisi nella parte nord-occidentale della Sicilia, probabilmente prima dell'avvento dei coloni fenici, gli elimi fanno di Segesta, Erice ed Entella i loro centri principali. La storia di questo popolo si conclude già nel IV sec. a.C. e le testimonianze a noi pervenute dicono poco. Secondo il mito, Elimo era un principe troiano, figlio di Anchise e fratellastro di Enea.
I Sicani: Gli studi archeologici fanno risalire al III millennio a.C. l'arrivo dei sicani nella Sicilia occidentale, in particolare nella parte situata ad ovest dell'Imera del sud (Salso). I loro contatti con la civiltà minoica sono stati convalidati da scoperte recenti mentre non sono tuttora chiari i rapporti esistenti con i vicini elimi. Giunti probabilmente dalla Spagna, i sicani fanno di Iccara, Inico e Indara i loro centri principali.
I
Fenici: L’in
filtrazione
fenicia in Sicilia non è datata in modo certo. Probabilmente il popolo, il cui
nome deriva dal greco “phôinix” e significa
rosso, in relazione alle stoffe purpuree da esso prodotte, si è
stanziato nella parte occidentale dell’isola in età anteriore a quella ellenica
(o forse contemporaneamente agli elleni).
Le difficoltà a precisarne la storia derivano non soltanto dalla
scarsa documentazione ma anche dal tipo di organizzazione politica
che, sebbene aiuti la ricostruzione storica delle diverse città fenicie,
non agevola quella unitaria del paese. Gli
stanziamenti fenici si ritrovano in tutto il
Mediterraneo; in questo mare i fenici diventano gli
intermediari tra Oriente ed Occidente.
Ma il momento di massima espansione si ha dall’XI secolo in poi, quando i
fenici si stabiliscono nella Sicilia orientale e nelle isole di
Malta, di Gozo e di Pantelleria. Anche l’origine di Palermo
è fenicia così come quella della non lontana Solunto, di San
Pantaleone (vicino Marsala) e della piccola Mozia.
Nell'isolotto di Mozia recenti scavi hanno consentito di identificare
un Tophet, replica del
Santuario di Baal-Hammon a Cartagine.
Diversamente da quelle greche le colonie fenicie non erano organizzate come
città stabili, ma come punti di scambi commerciali in relazione alla
loro attività principale, quella marittima e mercantile. Con i
maestosi cedri del Libano, i fenici costruivano agili imbarcazioni per
navigare nel Mediterraneo e così le coste raggiunte sono state attivate nel
te
mpo
da porti fiorenti.
Si racconta che, gelosissimi della loro supremazia sul mare, questo
popolo teneva in segreto le rotte da seguire e diffondeva leggende terribili
per scoraggiare la concorrenza. Sono stati, infatti, i fenici ad inventare
l’esistenza di Scilla e Cariddi: i due mostri che affondavano le navi
nello stretto di Messina.
L’esigenza di facilitare i rapporti con i popoli più diversi ha spinto
probabilmente i fenici ad elaborare una scrittura semplice e veloce:
nasce così l’alfabeto della città di Biblo con ventidue segni
corrispondenti ai principali suoni della voce umana.
Dall’alfabeto fonetico sono derivati quello ebraico,
quello greco e quello romano ancora oggi in uso.
I Siculi: Soppiantando lentamente
i sicani, il popolo siculo, che risale
al II millennio a.C., si è insediato nella parte
orientale dell'isola. I dati che si possiedono sulla loro lingua
provano una certa affinità con il latino. Nemici
dei greci, così come i sicani,
ne assorbirono tuttavia la loro cultura. Ai
siculi si attribuisce il culto dei
Palíci