LA PROVINCIA DI MESSINA

Presentazione - Comuni - Speciale Taormina - Speciale Eolie - Speciale "pesca al pesce spada"

Presentazione:
- Popolazione della provincia:

669.323 abitanti (secondo i dati del
censimento del 1981) Numero dei comuni
nella provincia:

108 Densità&#nbsp; nella
provincia:

209 abitanti per kmq&#nbsp; Superficie
della provincia:

3.247,22 kmq &#nbsp;Sede della Provincia:
98100 Messina.
Essa comprende certamente una buona fetta del
territorio isolano grazie alla presenza di 108 comuni sparsi in una estensione
territoriale di 3.247,
34 kmq.
La provincia
comprende. dunque, innumerevoli
e rinomati centri dalla notevole importanza storica e naturalistica.

La ripartizione
della Sicilia a fini amministrativi in circoscrizioni territoriali risale alla
più lontana antichità.

La denominazione di “provincia” è assai remota e viene usata già dai Romani per
qualificare i territori extra italici che via via vengono da loro conquistati;
in tal senso la Sicilia già nel II secolo a.C. costituisce una delle più
importanti “province”, quantomeno per le sue inesauribili possibilità di fornire
alla Capitale ogni genere di prodotti agricoli, e principalmente grano.

Come ogni altra circoscrizione similare, anche la Sicilia è governata, in età
repubblicana, da un Pretore, il quale è tenuto ad applicare la specifica “lex
provinciae” che per la Sicilia era la “lex Rupilia”. Questa disponeva, tra
l’altro, anche la suddivisione dell’Isola in varie circoscrizioni più piccole,
tanto a fini amministrativi quanto giudiziari. Nel loro ambito Messina, città
tradizionalmente fedele a Roma, godeva di una certa autonomia ed esercitava la
propria influenza in un ambito territoriale che andava - già allora - ben oltre
il territorio di Mylae, l’attuale Milazzo, primo nucleo di quell’area che nei
secoli successivi sarà sempre considerata di pertinenza della città dello
Stretto e che, in tempi recenti, diverrà l’attuale provincia messinese.

Nel corso dell’occupazione araba, viene modificato l’assetto dell’isola in tre
circoscrizioni, chiamate “valli”: nascono così la Val di Mazara (che comprendeva
quasi tutta la zona occidentale), la Val di Noto (la zona sud-orientale) e la
Val Demone (la parte nord-orientale), destinate a sopravvivere per quasi un
millennio, cioè fin quando saranno adottate le odierne denominazioni delle
circoscrizioni territoriali, fra cui quella di “provincia”.

L’ambito di Val Demone, di cui Messina costituiva il principale centro urbano,
comprendeva verso sud l’intera regione etnea con Catania, e si estendeva verso
ovest fino a comprendere tutto il territorio di Cefalù.

Successive revisioni del territorio compreso nel “Val Demone”, non valsero a
travolgere la tripartizione della Sicilia e sancirono, via via nel tempo, i
confini che ancor oggi definiscono l’attuale provincia messinese.

La Costituzione borbonica del 1812, voluta sostanzialmente dagli Inglesi, impone
a Re Ferdinando - tra l’altro - una più razionale ripartizione del territorio
dell’Isola, il quale viene suddiviso in 23 “distretti” o “comarche”. Negli anni
successivi, fra il 1815 ed il 1825, il governo borbonico modifica profondamente
tale ordinamento, ripristinando in un primo tempo le tradizionali tre “valli” e
quindi - mediante il loro ridimensionamento - creandone altre quattro.

In tale contesto il “Vallo di Messina”, mediante la perdita della regione etnea
(che viene a costituire il “Vallo di Catania”) e di quella di Cefalù
(incorporata nel “Vallo di Palermo”), acquista la fisionomia dell’attuale
provincia.

Il “vallo” (o “valle” o “provincia”) di Messina era suddiviso in quattro
distretti (Messina, Mistretta, Patti e Castroreale) ed aveva una popolazione che
dalle 236.632 unità del 1798 era cresciuta a 380.279 nel 1852. I Comuni della
provincia messinese erano all’epoca 95 e Messina registrava la presenza di circa
105.000 abitanti.

Nel 1818 il primo “intendente” del “vallo” di Messina fu Benedetto Maria
Trigona, barone di Mandrascate. Egli, insieme con gli uffici della nuova
istituzione provinciale, fu il primo ad occupare il nuovissimo Palazzo
Senatorio, sorto in prossimità del porto (più o meno nello spiazzo che
fronteggia oggi l’attuale palazzo municipale) ed andato distrutto negli anni
successivi al disastroso terremoto del 1908.

La fine dell’Intendenza del Vallo di Messina giunge formalmente il 14 giugno
1860, quando Garibaldi, Dittatore dell’Isola, nomina il dottore Emanuele
Pancaldo Governatore del Distretto di Messina.

In Sicilia i sette “valli” borbonici, senza ulteriori modifiche territoriali,
furono integralmente presi in carico dall’amministrazione del nuovo stato
unitario d’Italia con la denominazione di “Province”. Si era estesa, in
sostanza, all’intero Mezzogiorno d’Italia la legge 23 ottobre 1859 che regolava
l’amministrazione civile del regno di Sardegna. Il territorio nazionale risulta
così suddiviso in Province, Circondari, Mandamenti e Comuni. In un primo assetto
dell’ordinamento provinciale, il Prefetto, funzionario dello Stato, è ancora -
nel contempo - rappresentante locale del Governo e capo dell’Amministrazione
Provinciale (in quanto presiede la “Deputazione Provinciale”, corrispondente
all’attuale “Giunta”). E’ pure presente un “Consiglio Provinciale” di formazione
elettiva, con un proprio Presidente, ma tale organo, ovviamente, non ha funzioni
amministrative.

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