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A cura di Giancarlo
Pubblicato il 17/02/2005
La
piazza è dominata dalla bella facciata del Duomo - Su un alto zoccolo in pietra,
un elefante in nera pietra lavica, forse di origine bizantina - Il Duomo è
dedicato a S. Agata, patrona della città edificato alla fine dell'XI sec. dal
normanno Ruggero I rifatto dopo il terremoto deI 1693 - Nella sagrestia si
trova un grande affresco (purtroppo rovinato) che raffigura in modo abbastanza
veritiero la città prima del 1669
La storia di Catania, seconda città dell´isola, dice che fu colonia calcidese, poi siracusana e successivamente romana. Subì nel corso della storia anche le dominazioni bizantina e spagnola. La città fu anche soggetta ai capricci della natura e infatti è stata più volte attaccata da eruzioni e eventi sismici. Il più terribile delle quali è stata l´eruzione dell´Etna del 1669, che partendo dai monti Rossi sopra l´abitato di Nicolosi, arrivò a Catania e rase al suolo gran parte dell´abitato. Essa fu talmente devastante che, il Castello Ursino, che precedentemente era affacciato al mare, fu circondato dal magma che spostò il limite costiero di circa mezzo chilometro. Dopo circa trent´anni nel 1693 ci fu il più devastante terremoto che la storia ricordi e che rase al suolo la maggior parte delle città della Sicilia Orientale. Quella attuale è la Catania barocca dopo la ricostruzione del 1693.
Piazza del Duomo:
Centro monumentale della città progettato da Vaccarini, questa piazza deve il suo armonioso aspetto barocco agli edifici che la delimitano. Al centro, la Fontana dell'Elefante, simbolo di Catania, cui fa riscontro, più defilata, sul lato sud, l'ottocerntesca Fontana dell'Amenano con i palazzi dei Chierici e Pardo a fare da scenario.
La piazza è dominata dalla bella facciata del Duomo, subito seguita sulla destra dal palazzo Vescovile e da porta Uzeda. Sulla sinistra, in posizione un po' arretrata, la bella Badia di S. Agata. Il lato settentrionale è quasi totalmente occupato dall'elegante
prospetto del Palazzo Senatorio o degli Elefanti (sede del Municipio), opera di GB. Vaccarini. Nella corte si possono ammirare due berline del senato.
Fontana dell'Elefante: E' stata ideata nel 1735 e ricorda l'obelisco di piazza della Minerva a Roma. Su un alto zoccolo in pietra, un elefante in nera pietra lavica, forse di origine bizantina (ornava la piazza già nel '500) sostiene sul dorso un obelisco antico coperto di geroglifici relativi al culto d'Iside, largamente praticata nell'antico Egitto, da dove i Romani lo hanno prelevato.
Duomo: Dedicato a S. Agata, patrona della città, è stato edificato alla fine dell'XI sec. dal normanno Ruggero I, ma rifatto dopo il terremoto deI 1693. La facciata* è uno dei capolavori di Vaccarini. Lungo via Vittorio Emanuele II, in corrispondenza del cortile del palazzo del Vescovo, si possono ammirare le alte absidi normanne in lava. L'aspetto massiccio e le alte e strette monotone che fanno pensare a delle fenitoie sottolineano come il Duomo fosse concepito come chiesa fortificata.
Il lato nord presenta un bel portale cinquecentesco, con una trabeazione ornata da putti.
Interno - Ingresso dal lato nord. Nel pavimento sono stati portati alla luce alcuni basamenti delle colonne dell'edificio normanno. Addossato al 2° pilastro a destra, nella navata centrale, si può vedere la stele fun
eraria di Bellini, morto a Puteaux, dove risiedeva, ed inizialmente sepolto a Parigi. Il transetto è chiuso da due cappelle cui si accede attraverso begli archi rinascimentali. Quella di destra, dedicata alla Madonna, racchiude il sarcofago di Costanza, moglie di Federico III d'Aragona, morta nel 1363. L'abside destra è occupata dalla cappella di S. Agata, di epoca rinascimentale, ma già esuberante nel decoro, soprattutto per le dorature. Particolarmente ricco è il portale di fattura spagnola che dà accesso alle reliquie ed al tesoro (sulla sinistra). Di fronte si trova il bel monumento funebre del vicerè Ferdinando de Acua, inginocchiato (1495). Nel coro gli stalli scolpiti nel XVI sec. illustrano episodi della vita di S. Agata.
Nella sagrestia si trova un grande affresco (purtroppo rovinato) che raffigura in modo abbastanza veritiero la città prima del 1669. con l'Etna sullo sfondo e le colate di lava che stanno per invaderla.
Sotto la chiesa sussistono i resti delle Terme Achilliane (normalmente accessibili da una botola davanti all'edificio, ma temporaneamente chiuse).