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Si inaugura il nuovo aeroporto di Comiso

A cura di Giancarlo

Pubblicato il 10/05/2007

Nato con il fascismo, negli Anni ’80 venne trasformato in base missilistica e poi abbandonato dai militari - È un punto nevralgico nel trasporto aereo - Lo scalo scenario di tanti avvenimenti storici dal 1937 ai giorni nostri - Urgeva erigere un ponte di collegamento tra il centro e la periferia del nascente Impero. La scelta dei comandi militari cadde sull’estrema punta meridionale dell’isola di Sicilia, la più vicina alle coste del nord Africa (di Ernesto Girlando)

foto intervento  

Dalla posizione geografica di Roma e dell’Italia era venuta la forza all’Impero romano. Dalla sua stessa collocazione al centro del Mediterraneo avevano tratto ricchezza e potere le repubbliche marinare italiane del tardo Medioevo e del Rinascimento. La politica estera dei vari attori politici della penisola sin da allora si concentra sul commercio, approfittando delle enormi potenzialità date loro dalla posizione geografica. Sarà proprio su una sana concezione mercantile che si ispirerà la Destra storica, puntando su un’espansione dell’Italia fondata su poli commerciali esterni, senza sovranità territoriale e scartando le avventure coloniali. Saranno prima Crispi e poi Mussolini a ricusare questa vocazione, portando ai disastri in politica estera che ben conosciamo. E se il nazionalismo italiano della fine del XIX secolo, per le intrinseche debolezze del sistema, sarà del tutto ingiustificato - Lenin parlerà di “imperialismo degli straccioni” - il colonialismo fascista sarà poi addirittura anacronistico. L’ingresso dell’esercito italiano ad Addis Abeba il 5 maggio 1936 sancì la nascita dell’Impero italiano.

 

 

Quattro giorni dopo Vittorio Emanuele III fu incoronato Imperatore di Etiopia con il titolo di Qesar e Benito Mussolini assunse quello di Fondatore dell’Impero. Tuttavia non poche insidie celava un Mediterraneo le cui vie d’accesso erano, da quasi un secolo, controllate dalla marina inglese, unitamente all’avamposto dell’isola di Malta. Urgeva erigere un ponte di collegamento tra il centro e la periferia del nascente Impero. La scelta dei comandi militari cadde sull’estrema punta meridionale dell’isola di Sicilia, la più vicina alle coste del nord Africa che, cosa che eccitò il sentimento e le menti imperiali degli uomini di regime, era stata teatro della partenza delle gloriose spedizioni militari che si conclusero con la conquista di Cartagine, nel III e II sec a.C., o con le vittorie contro i Vandali riportate da Belisario, generale di Giusitiniano, nella sua campagna d’Africa. (leggi tutto l'articolo...)

 

Ernesto Girlando

 

Fonte: "LA VOCE DELL'ISOLA"

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