Nei miei sogni compaiono più spesso:
A cura di Marni
Pubblicato il 11/11/2005
C'era una volta un mago malvagio. Costruì uno specchio magico che aveva il potere di riflettere tutte le cose belle e buone come fossero sgradevoli, terribili e ripugnanti. Ogni cosa ed ogni persona che si specchiava, avrebbe visto di se' solo cose brutte e cattive, qualcosa di cui vergognarsi. Il mago, nella sua malignità, decise di mostrare lo specchio anche a Dio, sperando che ci si specchiasse, ma arrivato al suo cospetto in cielo, lo specchio gli sfuggì di mano e precipitò dall'alto, andando in mille pezzi. Ed ogni frammento di quello specchio, ogni minuscolo pezzetto non più grande di un granello di sabbia, ricadde in giro nel mondo. E quando una scheggia andava negli occhi di un uomo, lì restava, facendogli vedere ogni cosa distorta e brutta, stupida, indegna. Perchè ogni scheggia possedeva lo stesso potere dello specchio. Il mago vide ogni cosa e rise, rise fino a sentirsi male, e sta ancora ridendo, perchè i minuscoli frammenti del suo specchio magico continuano a volare.....
Non sei capace. Non ce la puoi fare. Ancora non ti è riuscito. Lui è migliore di te. Lui è più preparato, è più colto, più intelligente, bravo, bello. Sei un bluff, speriamo che nessuno se ne accorga. Meglio che non ti metti in mostra, potrebbero vederti per ciò che veramente sei....
Il critico interiore è una parte della nostra personalità che si forma, come le altre parti primarie, quando siamo molto piccoli e quindi echeggia i giudizi dei nostri familiari e genitori (in seguito, in età scolare, quelli della chiesa e della scuola).
Ripensiamo alla nostra infanzia: i nostri genitori ci insegnavano ad essere buoni, ad avere atteggiamenti considerati giusti, a comportarci in modo adeguato. Tutto questo doveva servire a renderci migliori e di conseguenza, ad avere successo nel mondo, nella vita, nella società.
I nostri genitori hanno fatto del loro meglio per per vedere cosa ci fosse di "sbagliato" in noi e hanno fatto del loro meglio per "aggiustarlo". Sentivano il bisogno di renderci una persona migliore e giusta (qualunque cosa questo significasse per loro ) in modo da sentirsi bene. Questo rifletteva la loro insicurezza e la loro paura di fallire come genitori. Indipendentemente dalle loro motivazioni, il messaggio che ne scaturiva e che noi abbiamo integrato è: "C’è qualcosa di sbagliato in te".
Per proteggerci dalla pena e dalla vergogna di essere sempre valutati "meno di...." o confrontati con gli altri, si è formata dentro di noi una sub-personalità separata, che ci critica prima che i nostri genitori o gli altri possano farlo. La sua funzione primaria è risparmiarci vergogna e dolore.
Questa parte di noi è così terrorizzata che noi possiamo essere visti dagli altri nella nostra inadeguatezza, e possiamo essere criticati e feriti, che lo fa per prima. E' sempre all’erta, è sempre ansiosa, e poichè riflette le ansie dei nostri genitori, è probabile che noi la avvertiamo dentro come una voce o un pensiero assillante, ma molto, molto familiare.
I(Liberamente tratto da dispense di formazione Voice Dialogue)