
L’arcobaleno compare raramente nei sogni, ma la sua forma regolare e la varietà dei colori che lo contraddistinguono ne fanno un’immagine ricca di fascino e dalla simbologia potente. E’ un grande semicerchio che si affaccia nel cielo dopo la pioggia, un ponte fra il cielo e la terra simbolo di un’ unione fra questi due elementi, un luogo di scambio e di passaggio.
I sette colori di cui è composto lo rendono rappresentazione dello scibile umano, della varietà di aspetti che lo compongono e dell’insieme di livelli che formano la realtà. In molte culture e fin dall’antichità viene considerato il principale collegamento fra il basso e l’alto, fra l’uomo e la divinità, il simbolo di un’ ascensione e di una tensione verso i territori dello spirito.
Un’energia simbolica che unisce gli opposti e che, per questa ragione, viene considerata punto di stasi,
di equilibrio, di pace. Nella narrazione biblica l’arcobaleno appare alla fine del diluvio universale a sancire la fine di uno stato drammatico, segno di allenza fra Dio e l’uomo.
“… io metto il mio arco nella nube ed esso diventerà un segno di allenanza fra me e la terra. Quando radunerò le nubi sulla terra e l’arco apparirà nella nube, esso diventerà un segno di alleanza che c’è fra me e voi e tutti gli essere animati con tutte le creature, e le acque non diventeranno più un diluvio per distruggere ogni creatura…” ( Genesi 9 ,12-17)
Così nei sogni pare voler alludere al termine di un periodo faticoso e turbolento, ad un cambiamento positivo e alla possibilità per il sognatore di attingere alle proprie risorse interiori.
L’arcobaleno dispiega nei sogni la propria bellezza ed evoca eguale bellezza ed intensità che si manifestano dalle profondità inconscie, in una sorta di unione e di trasformazione dei contenuti rimossi della coscienza che possono fondersi per favorire un nuovo inizio e una nuova forza.
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Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo
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