
Il nuovo assetto istituzionale della scuola si presenta con almeno due aspetti di rilievo: da un lato l’obbligo a 16 anni, dall’altro la presenza a pieno titolo degli istituti tecnici e professionali nell’impianto della scuola statale nazionale.nbsp;
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Una conferma che vuole essere segnale di valorizzazione di questi istituti: tra gli studenti che frequentano le scuole secondarie uno su cinque studia in questi istituti e che vi insegna il 21 % dei docenti di ruolo nella secondaria.
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E’ una riforma positiva che si deve realizzare.
l nuovo assetto istituzionale della scuola si presenta con almeno due aspetti di rilievo: da un lato l’obbligo a 16 anni, dall’altro la presenza a pieno titolo degli istituti tecnici e professionali nell’impianto della scuola statale nazionale.nbsp;
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Una conferma che vuole essere segnale di valorizzazione di questi istituti: tra gli studenti che frequentano le scuole secondarie uno su cinque studia in questi istituti e che vi insegna il 21 % dei docenti di ruolo nella secondaria.
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nbsp;Le regioni sono chiamate alla scommessa di integrarsi per la formazione professionale specialistica nei poli tecnici professionali che dovrebbero essere attivati in ogni provincia.
Questo modello lo sosteniamo. Ma avvertiamo, non sarà facile realizzarlo, troverà tante resistenze e tanti interessi pronti a contrastarlo. Sono passati 40 anni dalla riforma della scuola media unica e da allora nessuna riforma della scuola secondaria è stata realizzata. Ci sarà pure una ragione.
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Ecco la riforma della secondaria è la scommessa da fare.nbsp;
Una riforma che con l’anno scolastico 2009-2010 deve giungere connbsp;le carte in regola, le modifiche ordinamentali non debbono arrivare alle scuole dall’alto, dall’esterno ma nascere dalle tante esperienze che si stanno già facendo.nbsp;
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Occorrerà garantire nei processi decisionali, certezza di regole, chiarezza, concretezza, vero coinvolgimento del personale.
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Blog Scuola
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Fonte La tecnica della scuola
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Marni








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