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A cura di Charo
Pubblicato il 23/07/2001
Un Grazie di cuore al giornalista Alessandro Gini per il bell’'articolo dedicato alla Fiesta di San Fermin di Pamplona, pubblicato sul Giornale di Como il 14 luglio 2001 e che mi ha permesso di pubblicare.
Como-Pamplona-Como in un solo week-end? Si può fare. Lo possono testimoniare i moltissimi comaschi che nello scorso fine settimana hanno deciso di macinare millequattrocento chilometri in macchina, camper o aereo per partecipare alla tradizionale Fiesta di San Fermin.
Il feeling tra la città spagnola resa celebre da Hemingway nel romanzo Fiesta (del 1926) e i lariani è un legame che negli ultimi anni si sta sempre più rafforzando. Le comitive comasche che hanno deciso di trascorrere qualche giorno nella cittadina navarra per festeggiare il santo patrono quest¹anno sono state più numerose del solito.
Addirittura qualcuno (12 esuberanti lariani) ha scelto di trascorrervi un indimenticabile addio al celibato. Toccata e fuga con l¹aereo prima di dire il fatidico sì sull¹altare.
Ma non sono mancati anche i fan del «tutto in una giornata»: 30 ore di macchina su e giù dai pirenei, guidati dalla coppia «Fez»-«Picchio», pur di indossare la tradizionale divisa bianca da san firmino, il foulard al collo e la sciarpa in vita, entrambi rigorosamente di color rosso.
Camperisti, campeggiatori e saccopelisti hanno poi completato il quadro dei lariani giunti a Pamplona. Como, Olgiate Comasco, Oltrona San Mamete, Lurate Cacivio, Vertemate e Villa Guardia i paesi con il maggior numero di rappresentanti.
Tra le varie comitive non sono mancati rendez-vous prefissati o inaspettati e graditi incontri.
«E¹ un¹emozione enorme, qualcosa di unico che rende migliaia di persone tutte amiche - spiega «Nico» di Prestino - Raccontare la Fiesta a volte è davvero difficile: ti mancano gli aggettivi per descrivere il clima di euforia che avvolge in quei giorni la città».
«E¹ la seconda volta che ci vado ed è sempre un¹esperienza indimenticabile - racconta Christian detto il «Conte di Olgiate Comasco» - Questa volta abbiamo scelto di essere presenti fin dall¹inizio, dal Chupinazo, il momento dell¹inauguarazione. E¹ stato bellissimo».
C¹erano anche i debuttanti. «Non ho parole - racconta Luca «Pina» di Como - è un'esperienza esaltante».
Qualcuno poi ha scelto di vivere la fiesta fino in fondo, in tutti i suoi aspetti.
E così oltre a partecipare alle processioni, alle sfilate delle bande, alle parate dei giganti (maschere tradizionali) e alle grandi bevute notturne, ci sono stati anche i temerari che hanno voluto correre l¹encierro (la spettacolare corsa che ogni mattina dal 7 al 14 luglio alle 8 in punto vede impegnati i san fermini accanto ai tori che nel tardo pomeriggio saranno poi utilizzati per la corrida).
«Lo scorso anno non ne avevo avuto il coraggio ma mi ero riproposto di riprovarci quest¹anno, naturalmente con le dovute precauzioni - racconta Alessandro, 30 anni di Villa Guardia -
Al momento in cui esplode il primo razzo che segnala la partenza dei tori il cuore mi è balzato in gola: una scarica di adrenalina indescrivibile. Ho cercato sempre di stare a debita distanza e così sono riuscito ad entrare sano e salvo all¹arena. Lì poi per una buona mezzora tutti abbiamo cercato di schivare le cornate dei tori più giovani che venivano liberati man mano.
E¹ stata un¹esperienza fantastica e come souvenir ho raccolto una manciata di sabbia dell¹arena: la terrò lì accanto a me, sulla scrivania».