La figura dei pastori è, insieme a quella dei tori, la più antica della storia dell’encierro. Già nel secolo XVII accompagnavano i tori lungo il percorso fino alla “Plaza”.
Da allora il loro lavoro non è cambiato, tutti i giorni li possiamo vedere nell’encerrillo è nell’encierro, correndo dietro ai tori con le verghe di frassino, conducendo il branco, spingendo i manzi quando la corsa si svolge in maniera ordinata, affrontando i tori quando questi si girano e tentano di aggredire i corridori, e soprattutto, reagendo, a volte in maniera molto persuasiva verso coloro che lungo il percorso (non corridori), non rispettano le norme dell’encierro.
Attualmente, sono una decina i pastori che si scambiano nell’encierro. Diversamente dai corridori i pastori corrono dietro al branco, si alternano ogni 60 mt. (il percorso è di 825 mt.), la loro eccellente forma fisica insieme alla conoscenza dei tori ed il coraggio nell’affrontarli nei momenti critici li ha resi senza dubbio “las estrellas de los corredores”.
Sono incalcolabili le volte che proprio grazie a loro sono state evitate delle tragedie.
Per loro tutto finisce quando il branco entra nella “Plaza de Toros”, ma solo dopo che il razzo annuncia che anche l’ultimo toro è entrato nel corral, allora con un sorriso sulle labbra scompaiono discretamente fra la folla .. fino all’encierro del giorno dopo.
Charo








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