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A cura di Charo
Pubblicato il 26/02/2003
In Italiano
Ho popolato il tuo ventre d’amore e di sementi,
ho prolungato l’eco di sangue a cui rispondo
e attendo sopra il solco come l’aratro attende:
sono giunto fino al fondo.
Bruna di alte torri, alta luce e occhi alti,
sposa della mia pelle, gran scorso di mia vita,
i tuo folli seni crescono verso di me a sussulti
come di cerva fecondata.
Già mi sembra che tu sia cristallo delicato,
che tu possa andarmi in pezzi all’urto più lieve,
e a rinsaldarti le vene la mia pelle di soldato
farebbe come il ciliegio.
Specchio della mia carne, sostegno alle mie ali,
ti do vita nella morte che mi danno e non prendo.
Donna, donna mia cosi circondato dai proiettili,
bramato dal piombo, t’amo.
Sopra i feretri crudeli in agguato,
sopra gli stessi morti senza scampo e senza fossa
io t’amo, e ti vorrei abbracciare con tutto il petto
fin nella polvere, sposa.