
Lo scopo dell’attività intellettiva è quello di adattare l’individuo al suo ambiente e alla base di questo adattamento troviamo due meccanismi fondamentali:
ACCOMODAMENTO
Processo per cui un nuovo dato dell’ambiente esterno viene inserito nelle varie forme di attività già esistenti nell’organismo. Ad esempio un bambino che ha imparato a battere con una asticella sul pavimento o altre superfici, ripeterà questa azione con tutti i nuovi oggetti che incontrerà.
ASSIMILAZIONE
E’ un processo per cui i dati dell’esperienza nuova modificano gli schemi già posseduti, permettondo loro di evolversi e ampliarsi. Ad esempio il bambino dell’esempio precedente che ha imparato a battere su una superficie con qualsiasi oggetto, potrà farlo anche con una pallina salvo accorgersi che la forma di questa potrà permettergli di farla anche rotolare. Ecco che si è creato così un nuovo schema di azione.
L’adattamento intelligente si verifica quando questi due meccanismi sono entrambi presenti nell’esperienza del soggetto e sono tra loro in equilibrio. L’organizzazione cognitiva, l’accomodamento, l’assimilazione operano attraverso il principio dell’EQUILIBRAZIONE che agisce attraverso l’autocorrezione degli errori, resa possibile dalle strutture cognitive di base e l’apporto delle informazioni esterne.
La teoria di Piaget ha portato all’elaborazione di specifiche scale per misurare la crescita cognitiva nella prima infanzia. I punteggi sono assegnati in base alla qualità delle risposte e si propongono di individuare lo stadio cognitivo raggiunto dai soggetti sottoposti al test. Il metodo Piaget è anche alla base del programma americano “Let’s Look at Children” ( trad. osserviamo i bambini ) che è utilizzato con bambini della scuola materna e dei primi tre anni della scuola elementare.
Secondo altre teorie, comunque, la maggior parte dei cambiamenti che avvengono in relazione all’età, sono in realtà da attribuire alle conoscenze che l’individuo apprende sui diversi argomenti nel corso della crescita. Anche le strategie di risoluzione dei problemi si dimostrano più efficaci ed accessibili nel caso di problemi incontrati di frequente e anche i processi di memoria possono agevolare questi processi di risoluzione.
Dr.ssa Flavia Rainaldi, psicologa









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