
Lo sviluppo affettivo nel 2° anno di vita del bambino, procede verso la soddisfazione dei suoi primi bisogni di aggressività e di lotta. Il bambino, che può cominciare a mordere il seno della madre già verso la fine della fase orale esprimendo così la sua aggressività, sviluppa in questo periodo quell’attività motoria che gli permette di trarre piacere dalle prime esperienze di lotta con oggetti fisici o coetanei. Comincia a fare la sua apparizione il linguaggio, che vede spesso una netta prevalenza del NO sul sì nei confronti delle prime limitazioni e richieste apportate dai genitori da parte del bambino.
Il bambino acquista una certa autonomia di movimento che gli permette di soddisfare la sua innata curiosità e le tendenze esplorative tipiche di questa età. L’atteggiamento del genitore potrà variare dall’autoritarismo al lassismo, dal controllo ansioso all’incostanza e incoerenza degli atteggiamenti. Il comportamento adottato dai genitori potrà avere degli effetti diversi sulle modalità del bambino di interazione: troppe limitazioni o colpevolizzazioni potranno costituire o accentuare tratti di inibizione e di ipercontrollo nel bambino mentre frequenti cedimenti da parte degli adulti potranno incrementare o favorire l’insorgenza di tratti “dispotici”. L’atteggiamento dell’adulto, in questo senso, proseguirà il processo dello sviluppo affettivo cominciato, come abbiamo già visto, nel primo anno.
Un’altra caratteristica di questa fase, che riveste una particolare importanza, è l’educazione sfinterica che comincia ad essere impartita in questo periodo. Questa novità acquista per il bambino una funzione particolare: attraverso di essa egli può intraprendere un rapporto di scambio con l’ambiente, decidendo di corrispondere o meno alle sue richieste. L’acquisizione del controllo sfinterico, si attua in seguito al piacere provato nella ritenzione ed espulsione della materia fecale e dell’urina: il nuovo autocontrollo che il bambino sperimenta su questa funzione del proprio corpo, è fonte di soddisfazione e quest’ultima potrà essere ulteriormente rinforzata dalla corrispondente soddisfazione dimostrata dai genitori. Su questo argomento, tornerò comunque a parlare in due distinti interventi riguardo l’educazione per il controllo sfinterico e l’enuresi.
Il processo di educazione sfinterica è altresì indicatore da un lato, dello stile educativo dei genitori che può dimostrarsi eccessivamente severo, tollerante, ossessivo o colpevolizzante e, dall’altro, della forma di adattamento all’ambiente del bambino (Canestrari, 1984)
Dr.ssa Flavia Rainaldi, psicologa









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