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A cura di Maurizio Fiammetta
Pubblicato il 27/02/2002
In ogni epoca Uomini e Donne straordinari, hanno "aperto nuove finestre" su quello che l'uomo per convenzione ha definito "normale", richiamando l'attenzione della persona a "qualcosa" di familiare che lo riguarda: l'eternità.
Anch'io, con questa sezione, ho sentito l'impulso ad attenzionare questi modelli di straordinarietà, perché credo che lo Sviluppo Personale riguarda la persona nella sua interezza: mente, corpo e Spirito.
"...Vive a Torino il dott. Gustavo Adolfo Rol, un sensitivo capace di imprese che non hanno nulla di normale e che è impossibile interpretare. È in grado perfino di fare viaggi nel tempo, di conversare con entità che hanno raggiunto l'oltretomba da secoli o di far piombare in un salotto col belato della capra anche il suo campanaccio. Un busto di marmo pesantissimo, senza che nessuno si muovesse, passò da un caminetto al centro di un desco..."
Così Enzo Biagi nel suo libro "E tu lo sai? " descrive la straordinaria figura di Gustavo Rol.
Ma chi era veramente?
Le molte testimonianze nell'arco di più di mezzo secolo lasciano in realtà più interrogativi che risposte.
Lo hanno definito sensitivo, medium, mago, spiritista e molto altro ancora. Ma egli rifiutava di essere incluso in una qualsiasi di queste categorie. Così rispondeva al giornalista Renzo Allegri, autore della prima monografia su di lui, all'epoca di un inchiesta sul paranormale (1977) svolta per il settimanale Gente:
"...Ma è sicuro che io sia importante per la sua inchiesta? Io sono una persona qualsiasi. Non ho niente a che vedere con i medium, i guaritori, gli spiritisti che lei intervista. Quello è un mondo lontano dalla mia mentalità. I miei modesti esperimenti fanno parte della scienza. Sono cose che in un futuro tutti gli uomini potranno realizzare...".
In una lettera inviata al quotidiano La Stampa e pubblicata il 3 settembre 1978:
"...Ho sempre protestato di non essere un sensitivo, un veggente, medium, taumaturgo o altro del genere. È tutto un mondo, quello della Parapsicologia, al quale non appartengo anche se vi ho incontrato persone veramente degne ed animate da intenzioni nobilissime. Troppo si scrive su di me e molti che l'hanno fatto possono dire che mi sono lamentato che si pubblichi una vasta gamma di fenomeni e mai ciò che esprimo nel tentativo di dare una spiegazione a queste cose indagando su come e perché si producono certi meravigliosi eventi...".
Così risponde Rol al giornalista Remo Lugli:
"...Non credo di essere un medium nel senso letterale della parola e neppure un sensitivo. Forse posseggo doti di una intuizione profonda ed istintiva, e di questo mi sono accorto fin da quando ero ragazzo".
Dino Buzzati ha conosciuto bene Rol, e nel suo libro "I misteri d'Italia" della Mondadori racconta diversi episodi e aneddoti, dandoci la sua preziosa e autorevole testimonianza:
- "...Non sono un mago. Non credo nella magia... Tutto quello che io sono e faccio viene di là [e indicava il cielo], noi tutti siamo una parte di Dio... E a chi mi domanda perché faccio certi esperimenti, rispondo: li faccio proprio a confermare la presenza di Dio..." -.
Così Buzzati descrive Rol:
"Colpisce in Rol, che a sessantadue anni ne dimostra almeno dieci di meno, una vitalità straordinaria, e gioiosa.
Insisto sulla serenità e l'allegrezza che ne emanano.
Qualcosa di benefico si irraggia sugli altri. È questa la caratteristica immancabile, almeno secondo la mia esperienza dei rari uomini arrivati, col superamento di se stessi, a un alto livello spirituale, e di conseguenza all'autentica bontà.
In quanto alla faccia, descriverla è difficile. Qualcuno l'ha definita da 'bon vivant'. Non è vero. Potrebbe essere quella di un guru indiano. Ma potrebbe anche appartenere a un chirurgo, a un vescovo, a un tenero bambino. Ci si aspetta una maschera impressionante e magnetica. Niente di questo. Ciò che sta dietro a quella fronte, almeno a prima vista, non traspare".
Anche il dott. Massimo Inardi, studioso di parapsicologia, su "Il Resto del Carlino" del 10 giugno 1975, ci dà una descrizione eloquente:
"Stando vicino a Rol... si ha l'impressione di trovarsi di fronte ad un essere che di umano ha solo l'aspetto fisico e il comportamento, nonché il cuore: tutto il resto pare andare al di là di ogni concezione terrena delle possibilità umane".
Federico Fellini è stato un grande amico di Rol. In "Fare un film", Einaudi 1993, ce ne dà questo ritratto:
"Ciò che fa Rol è talmente meraviglioso che diventa normale; insomma, c'è un limite allo stupore. Infatti le cose che fa, lui le chiama 'giochi', nel momento in cui le vedi per tua fortuna non ti stupiscono, nel ricordo assumono una dimensione sconvolgente.
Com'è Rol? A chi assomiglia? Che aspetto ha? È un po' arduo descriverlo. Ho visto un signore dai modi cortesi, l'eleganza sobria, potrebbe essere un preside di ginnasio di provincia, di quelli che qualche volta sanno anche scherzare con gli allievi e fingono piacevolmente ad interessarsi ad argomenti quasi frivoli. Ha un comportamento garbato, impostato a una civile contenutezza contraddetta talvolta da allegrezze più abbandonate, e allora parla con una forte venatura dialettale che esagera volutamente, come Macario, e racconta volentieri barzellette. Credo che la ragione di questo comportamento (...) sia nella sua costante e previdente preoccupazione di sdrammatizzare le attese, i timori, lo sgomento che si può provare davanti ai suoi traumatizzanti prodigi di mago. Ma, nonostante tutta questa atmosfera di familiarità, di scherzo tra amici, nonostante questo suo sminuire, ignorare, buttarla in ridere per far dimenticare e dimenticare lui per primo tutto ciò che sta accadendo, i suoi occhi, gli occhi di Rol non si possono guardare a lungo. Son occhi fermi e luminosi, gli occhi di una creatura che viene da un altro pianeta, gli occhi di un personaggio di un bel film di fantascienza.
Quando si fanno 'giochi' come i suoi, la tentazione dell'orgoglio, di una certa misteriosa onnipotenza, deve essere fortissima. Eppure Rol sa respingerla, si ridimensiona quotidianamente in una misura umana accettabile. Forse perché ha fede e crede in Dio. I suoi tentativi spesso disperati di stabilire un rapporto individuale con le forze terribili che lo abitano, di cercare di definire una qualche costruzione concettuale, ideologica, religiosa, che gli consenta di addomesticare in un parziale, tollerabile armistizio la tempestosa notte magnetica che lo invade scontornando e cancellando le delimitazioni della sua personalità, hanno qualcosa di patetico ed eroico.
Gustavo Adolfo Rol è considerato il più grande "sensitivo" di questo secolo. Il termine è inappropriato e certamente riduttivo. Tuttavia è difficile descrivere in una parola chi fosse, inserirlo in una categoria, darne una classificazione: mago, profeta, genio, scienziato, guru, dottore, stregone, alchimista, medium... ognuno di questi termini potrebbe andare bene solo per una sfaccettatura della sua poliedrica personalità, perché in realtà Gustavo Rol era tutte queste cose messe insieme. Forse la definizione corretta può essere quella di "Illuminato", nel senso di un uomo che ha risvegliato la sua Luce interiore.
Nel corso della sua lunga vita, durata 91 anni (1903-1994), è venuto in contatto con grandi personaggi della storia del Novecento: Einstein, Fermi, Fellini, De Gaulle, D'Annunzio, Mussolini, Reagan, Pio XII, Cocteau, Dalì, Agnelli, Einaudi, Kennedy e tanti altri. Il suo scopo era quello di mostrare l'esistenza di "possibilità" (come lui chiamava questi "poteri") insite in ogni essere umano e che, una volta riconosciute, gli avrebbero permesso di trascendere la propria natura fisica riavvicinandosi alla sua origine divina.
Ha sempre cercato di far conoscere le sue scoperte per mezzo dei suoi "esperimenti", che non si esiterebbe a chiamarli magie nel loro significato più autentico. Ha fatto spesso uso di carte da gioco, il che ha fatto insinuare ad alcuni che facesse della prestidigitazione. Tuttavia queste carte, che nella maggior parte dei casi non erano da lui nemmeno toccate, costituivano solo il primo e più semplice gradino cui accedevano i neofiti durante le "serate", oppure erano un mezzo divertente e dinamico per scaldare l'ambiente.
Ciò non significa che ciascuno dei "semplici" esperimenti non fosse di per sè sconvolgente.
In generale, le 'possibilità' di Rol spaziavano dalla lettura di libri chiusi a viaggi nel tempo (con escursioni nel passato e nel futuro) sperimentati da parte dei presenti all'esperimento, dalla veggenza selettiva (osservazione dell'aura energetica che circonda il corpo umano, utile all'identificazione di malattie) all'endoscopia (la visione dell'interno del corpo umano). Era in grado di agire dinamicamente sulla materia, cioé poteva spostare a distanza oggetti di qualsiasi genere (psicocinesi), o materializzarli e smaterializzarli (apporti/asporti), effettuava scrittura automatica, sapeva
Rol ha indicato una via per comprendere il significato della vita, ha dato una sua interpretazione dell'interazione tra Uomo e Dio e tra le forze della natura, ha mostrato le possibilità insite in ogni essere umano di sperimentare la propria origine divina.
Egli dice apertamente che le sue scoperte sono alla portata di ogni uomo:
"...Tutti possono arrivare a fare quello che faccio io in quanto ognuno di noi detiene le mie stesse "possibilità". É sufficiente mettersi in condizione di percepirle, bisogna volerlo. Il resto viene da sé...".
Questa "scheda", che inaugura questa sezione della rubrica, è stata realizzata da Franco B. Rol ed è tratta dal sito da lui curato al link in calce riportato. Gli unici "ritocchi" da me apportati riguardano alcune parole, frasi e particolari che per la loro attinenza alle tematiche di questa rubrica, ho evidenziato in grassetto per farle attenzionare al lettore
Maurizio Fiammetta