
Gli slittamenti del punto di vista possono distrarre il lettore, anzi se le scene all’inizio della storia sono troppo complicate o coinvolgono molti personaggi diversi (anche troppi nomi possono disorientare), c’è il rischio che egli perda la concentrazione e sia indotto a desistere.
All’inizio di una storia con punto di vista multiplo, occorre fare in modo che lo sviluppo delle prime scene abbia la stessa immediatezza e comprensibilità di uno spot pubblicitario di trenta secondi.
Descrivete situazioni semplici ma immediate, lasciando che siano gli spostamenti del punto di vista a sviluppare l’azione e l’energia necessarie per far progredire la vicenda.
Non citate inutilmente il nome dei vari personaggi, fatelo solo se sono essenziali nella scena o in quella successiva.
Sviluppate o presentate i nuovi personaggi più avanti, quando il contesto richiede la loro presenza e le loro azioni. Si tratta di un principio cardine e perfettamente valido anche per una storia con un singolo punto di vista: all’inizio è sempre opportuno non inserire troppi elementi.
C’è un altro accorgimento da tener presente: nessuna delle scene di cui abbiamo parlato, per quanto breve, deve risultare statica. È consigliabile che si concludano lasciando sempre qualcosa in sospeso, non importa se in maniera sottile o clamorosa.
Insomma, il lettore deve capire che c’è qualcosa di strano e di imprevisto e, soprattutto, che sta per succedere qualcosa molto presto. Insieme all’energia che deriva dallo spostamento di prospettiva, ciò contribuirà a fare in modo che il lettore si appassioni alla narrazione e si familiarizzi con i vari personaggi, ambienti e situazioni.
Ogni scena è movimento e deve puntare verso qualcosa di evidente e concreto.
Rosa Citera









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