Per lavorare in televisione bisogna:
A cura di Luca Pappalardo
Pubblicato il 10/04/2004
Terza parte - Gli altri reparti
L’area marketing
deve in sostanza cercare di implementare il business nel miglior modo possibile diffondendo il marchio aziendale o di volta in volta un singolo prodotto a seconda dei casi e delle diverse scelte strategiche;
il tutto attraverso attività parallele, co-marketing, cioè collaborazioni con altre aziende, concorsi o altre iniziative alternative alla programmazione del canale. Non si occupa quindi direttamente dei programmi.
Lavorano inoltre a stretto contatto con l’ufficio marketing ma anche con il palinsesto un
ufficio ricerche, che si occupa di sondaggi commerciali utili ad indirizzare le strategie aziendali,
e un ufficio stampa che ha il compito di tenere i contatti con i giornalisti e inoltre di organizzare eventi come conferenze stampa, presentazioni, premiazioni ed altro.
Il reparto tecnico
ha la responsabilità invece del perfetto funzionamento di tutti i supporti utili alla realizzazione dei vari programmi, promo o qualsiasi cosa venga autoprodotta o trasmessa.
Questo non solo all’interno di uno studio televisivo, ma anche in fase di postproduzione, montaggio, archivio informatizzato o tutto quello che serve a realizzare un prodotto finito pronto da mettere in onda con una qualità video e audio ottimizzata.
Al reparto finance
ovviamente è affidata la gestione economica dell’impresa: entrate, uscite, investimenti possibili, ricavi eventuali.
Immancabile inoltre l’ufficio risorse umane
che nel caso di grandi aziende come i canali televisivi nazionali in genere non si occupa solo di selezione del personale ma anche di formazione, corsi di aggiornamento professionale e altre attività aziendali.
Tutte le divisioni sono inoltre supportate da un ufficio legale che oltre ad occuparsi della stesura di contratti deve in genere essere specializzato nelle problematiche relative ai diritti d’autore.
Ogni reparto ha un suo direttore il quale ha il compito di coordinare le varie attività seguendo le direttive dell’amministratore delegato.
Continua: quarta parte