economia news e media viaggi informatica internet salute e benessere int rattenimento e spettacolo sport tempo libero istruzio ne e formazione arte cultura scienza

io e Costantino Vitagliano

Perchè una rubrica di critica televisiva

A cura di Luca Pappalardo

Pubblicato il 22/04/2004

Ovvero: COSTANTINO, chi era costui? - seconda parte

foto intervento

Penso che forse anche le portiere fumano la Maria, e vado verso l’autobus.

 

Mi arriva un messaggio al cellulare. È Martina. Ci sto provando da 3 mesi con Martina.

Il messaggio dice : “Lu’, ti va di andare al Sottomarino fucsia domani sera? Lo so che non ti piace ballare, ma è così, per vederci. Poi Sara mi ha detto che c’è Costantino domani sera. Giusto per curiosità…  al massimo beviamo qualcosa. Ti va?”

 

Penso a uno scherzo.

 

Io vado dappertutto con Martina, ma tanto deve essere tutto uno scherzo.

Solo che lei come può conoscerla la portiera? non è mai venuta a casa mia. …Ma magari ci fosse venuta!

 

Sono sempre più perso. Se non è uno scherzo allora chi minghia e mminghia è ‘sto Costantino?

Non posso fare una figura di merda con Martina.

Io la televisione la guardo, non guardo il Grande fratello e quelle robe là, ma in genere  per sentito dire so almeno i nomi delle nullità varie, o almeno di quelle più gettonate.. Anche a lavoro ne sento parlare spesso. Ma Costantino...

a me non mi pare.

 

Nel dubbio rispondo che va bene.

 

Ma ora ho una sola missione: capire chi è Costantino, e presto. Non riesco a pensare ad altro.

 

Scendo dall’autobus,

con la coda dell’occhio sono attratto dal manifesto di un’edicola:

si parla dell’album di figurine di Costantino. 

 

LE FIGURINE di Costantino?

 

e una pubblicità corredata da numero telefonico rigorosamente a pagamento annuncia il concorso:

“chiama e vinci la possibilità di incontrare Costantino Vitagliano”.

 

Non credo ai miei occhi.

A questo punto è ufficiale: Costantino esiste.

E ha pure le figurine.

..ma chi caaazzo è?

 

La vista mi si annebbia. Sono tentato di chiedere informazioni all'edicolante ma soprassiedo. Ho vergogna, e non sono ancora del tutto convinto di non trovarmi in una sorta di Truman show in cui niente è reale, tranne il mio disagio.

 

Cammino assorto e nervoso, ormai solo un paio di incroci mi separono dall’ufficio.

La giornata è grigia, comincia a piovere ma non me ne frega niente, non penso ad altro che a Costantino. Una vecchietta mi si avvicina e mi chiede gentilmente se posso aiutarla ad attraversare la strada. La mando a fare in culo.

 

-Continua-

Vuoi essere aggiornato sulle novità della guida?

Feed RSS XML vostro feed RSS