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By Televisione di Luca Pappalardo
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Televisione di Luca Pappalardo guida dal 22-04-2004

Cardinale condannato, rincrescimento assicurato

Secondo gli inquilini di Piazza San Pietro la sentenza è "profondamente ingiusta"

foto intervento

Non è una TV. Radio Vaticana ha però fatto parlare per anni i mezzi di comunicazione. Ha fatto parlare perfino citofoni e tostapane, da cui i cittadini di un quartiere della capitale potevano ascoltare l'Ave Maria in diretta dalla vicina stazione radiofonica. Un'emissione impressionante e inarrestabile di interferenze radio che non avrebbero causato disturbi soltanto agli elettrodomestici, ma anche gravi problemi di salute agli sfortunati abitanti del circondario. Una serie lunga e imprecisata di malattie con conseguenze spesso letali rilevate già agli inizi degli anni novanta, quando un medico di zona denunciò il livello abnorme di decessi per leucemia tra i suoi assistiti.

 

Le famiglie delle vittime, con l'aiuto di associazioni di consumatori, giornalisti e qualche politico laico poco intimidito dai DJ del Papa cominciarono lentamente una difficile battaglia per vedere riconosciuti i propri diritti.

Nel 2002 arriva dal tribunale di Roma la prima frettolosa sentenza di non luogo a procedere, definita allora "di stampo medievale", tanto che la Corte di Cassazione diede ragione al comitato di cittadini annullando quella decisione e disponendo il totale rifacimento del processo.

Nei giorni scorsi la prima inattesa vittoria. Non è stato possibile attribuire i singoli decessi, tra cui quelli di dieci bambini, alla Radio ufficiale di Gesù Cristo. La cosa, per motivi esclusivamente politici, sembrava obiettivamente impossibile. Il giudice ha però dato ragione alle associazioni dei "vicini di casa" riconoscendo le fastidiose conseguenze del cosiddetto elettrosmog con relativo peggioramento delle condizioni di vita delle persone interessate.

 

Due responsabili della Radio, padre Pasquale Borgomeo e il cardinale Roberto Tucci , sono stati condannati a dieci giorni di carcere, con pena sospesa. Una sentenza giudicata simbolica, ma molto importante perchè segna un'inversione di tendenza che alcuni commentatori non hanno esitato a definire storica.

Gli esponenti del Vaticano interessati dalla vicenda hanno espresso "rincrescimento rispetto alla decisione del tribunale sul presunto inquinamento elettromagnetico" riservandosi il diritto di impugnare la sentenza che ritengono "chiaramente ingiustificata sia per considerazioni di diritto, sia per motivi di fatto". Grande soddisfazione invece da parte di Codacons, Legambiente e Cittadinanzattiva.

 

Agnese Amadio, madre della piccola Giulia, ammalatasi di leucemia all'età di otto anni e scomparsa due anni dopo nel 2000, intervistata da Repubblica si è dichiarata a nome dell'intero comitato soddisfatta della sentenza che rappresenta un primo passo verso una giustizia più completa. Al microfono di una giornalista la portavoce dell'associazione ha specificato che attraverso la procura di Roma è stato immediatamente aperto un nuovo procedimento. L'intento è quello di ottenere non solo la delocalizzazione della radio incriminata, ma anche e soprattutto l'accertamento del nesso di causalità tra l'inquinamento elettromagnetico e le numerose morti di bambini e adulti, colpevoli unicamente di essere nati e cresciuti troppo vicini alla voce di Dio.