Grecia e Roma

Nel bacino del Mediterraneo, l'uso delle acque termali per idroterapia era conosciuto fin dai tempi antichi.

Terme di Caracalla

I Greci attribuivano alle acque calde e ai vapori che sgorgavano dalla terra un significato sovrannaturale. Non a caso, presso località termali sorgevano importanti templi come il famosissimo Tempio di Apollo a Delfi. Qui, la Pizia, avvolta dai fumi, prediceva con arcane parole il futuro. Agli occhi delle popolazioni antiche la presenza di divinità giustificava i poteri terapeutici e le proprietà caratteristiche delle acque termali. Lo stesso Ippocrate, incoraggiava il ricorso alle terme e nel trattato Uso dei liquidi decantava le virtù delle acque minerali e delle sorgenti calde.

I Romani esaltarono questo strumento di cura e di relax realizzando le monumentali Thermae pubbliche, a fianco del balneum privato. Nella sola città di Roma se ne contarono oltre 800, e la diffusione del ricorso alle terme avvenne su tutti i territori dell’impero dotati di fonti.

Non solo cura. Per i Romani il bagno nelle acque termali divenne ben presto un piacere. Come diremmo oggi, un’occasione per farsi le coccole. Le terme si trasformarono in un luogo di incontro, come il foro, e accanto agli stabilimenti apparvero&#nbsp; spazi per le passeggiate, parchi e giardini, musei e biblioteche.

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Pubblicato il martedì 26 ottobre 2004 in: Storia delle terme

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