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Speciale Androgenetica

parte 6°

A cura di Andrea Marliani

Pubblicato il 02/03/2005

Evoluzione negli uomini

foto intervento

Evoluzione negli uomini
a cura di Paolo Gigli

Negli uomini la caduta dei capelli inizia dopo la pubertà quando i livelli sierici degli androgeni salgono sopra i valori prepuberi. Il primo cambiamento consiste, di norma, in una recessione frontale biparietale presente nel 96% dei maschi caucasici sessualmente maturi, anche in coloro nei quali la caduta di capelli non è destinata a progredire (alopecia frontoparietale maschile fisiologica).
La recessione frontoparietale, quindi, può dipendere da meccanismi differenti da quelli della tipica calvizie del vertice. La classica "androgenetica" comincia verso i 17 - 18 anni; la caduta è più o meno costante, di norma mai elevata quantitativamente e presenta saltuarie, brevi poussées durante le quali ogni giorno cadono alcune centinaia di capelli. Il problema del defluvio androgenetico in telogen non deriva però dal numero di capelli che cadono ma dal fatto che molti di questi sono progressivamente sostituiti da elementi più corti, sottili, meno profondi, miniaturizzati, che sono il preludio alla scomparsa definitiva del capello stesso.
James Hamilton, negli anni 50, classificò i tipi di calvizie basandosi sul grado di recessione frontoparietale e frontale e sul diradamento del vertice.
O'Tar Norwood, più di 25 anni dopo, perfezionò e completò questa "classificazione per illustrazioni" dell'alopecia androgenetica.
Benché la densità dei capelli tenda a diminuire con l'età secondo uno schema noto è difficile predire quale grado di alopecia assumerà alla fine un giovane che presenta una iniziale androgenetica. In generale, nei soggetti che cominciano a perdere capelli prima dei 20 anni l'alopecia progredirà maggiormente (androgenetica ad evoluzione rapida). In alcuni maschi la caduta dei capelli può insorgere anche tardivamente (androgenetica ad evoluzione lenta) al termine della terza o durante la quarta decade di vita. Inoltre si possono verificare aspetti differenti dovuti alla razza ed al tipo di diradamento. Si è notato come negli orientali e nei nativi americani sia spesso conservata l'attaccatura frontale, vi sia un inizio posteriore ed una minore estensione della calvizie. Anche i maschi afroamericani hanno una minore incidenza ed estensione della calvizie, con una minore frequenza di alopecia frontoparietale rispetto ai caucasici.
Secondo Hamilton (1951) si possono distinguere 5 stadi:
stadio I: arretramento simmetrico frontoparietale con eventuale e successivo arretramento della linea frontale; non rappresenta, come già detto, un preludio obbligatorio alla calvizie;
stadio II: accentuazione dello stadio I con leggero arretramento della linea frontale e diradamento del vertice;
stadio III: le due zone alopeciche, anteriore e posteriore, tendono a confluire e persiste solo una stretta striscia di capelli;
stadio IV: alopecia definitiva frontoparietale e del vertice con permanenza di una alta "corona" di capelli nella zona temporo-occipitale;
stadio V: come il IV ma con "corona" residua di ridotte dimensioni.

Norwood ha modificato (1975) la classificazione di Hamilton, proponendo una "scala" di 7 stadi, alcuni dei quali ulteriormente frazionati in modo da ottenere in tutto 12 possibilità:
stadio I: corrisponde al soggetto normale;
stadio II: corrisponde al I di Hamilton con solo arretramento frontoparietale;
stadio IIa: come il II con associato arretramento della linea frontale;
stadio III: corrisponde sempre al I di Hamilton ma con arretramento frontoparietale più accentuato;
stadio IIIa: come il III con associato arretramento della linea frontale;
stadio III vertex: al III o al IIIa si associa diradamento della zona del vertice (corrisponde più o meno al II di Hamilton);
stadio IV: rimane una larga striscia di capelli superstiti fra le zone alopeciche anteriore e posteriore (cioè uno stadio III di Hamilton poco accentuato);
stadio IVa: notevole arretramento della linea di attaccatura anteriore che arriva grosso modo alla linea virtuale che congiunge la sommità delle due orecchie; la presenza di diradamento del vertice non è obbligatoria ma in ogni caso è assente la striscia di capelli superstiti;
stadio V: come il IV più accentuato (corrisponde al III di Hamilton);
stadio Va: come il IVa più accentuato (corrisponde al IV di Hamilton poco accentuato);
stadio VI: corrisponde al IV di Hamilton;
stadio VII: corrisponde al V di Hamilton.

In pratica con questa scala, comunemente usata, si può cominciare a parlare di calvizie solo dagli stadi IIa e IIIa perché l'I, il II e il III, pur presenti in molti uomini, non necessariamente progrediscono nel tempo.

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