A cura di Andrea Marliani
Pubblicato il 18/07/2006
La microscopia in luce polarizzata, una tecnica tradizionale della mineralogia, è diventata ormai di indiscussa utilità diagnostica anche in tricologia.
dr. Andrea Marliani
dermatologo - endocrinologo
in Firenze
La microscopia in luce polarizzata, una tecnica tradizionale
della mineralogia, è diventata ormai di indiscussa utilità
diagnostica anche in tricologia.
La cheratina, che è una proteina sequenziale, ripetitiva
e cristallina, ha la proprietà di ritardare l'onda della
luce polarizzata che la attraversa ed un capello appare al microscopio
come luminoso e colorato su sfondo nero.
Si hanno ritardi d'onda, visibili come colori, "colori
di polarizzazione", e dovuti allo spessore della cheratina
per cui ad ogni colore, in base alla scala di Newton, corrisponde
un preciso diametro; ritardi d'onda dovuti all'orientamento cristallografico
e ritardi d'onda dovuti al pigmento contenuto nella cheratina,
"colori di compensazione".
Come in mineralogia ogni colore visibile comporta l'appartenenza
ad uno specifico ordine strutturale e molecolare ed in tricologia
permettono di apprezzare la struttura cristallografica di un capello,
cioè la sua "qualità".
I colori visibili al microscopio in luce polarizzata forniscono
quindi dati sicuri per valutazioni altrimenti solo ipotizzabili.
- Poiché i "colori di compensazione" possono
essere visti e stimati solo in base alla sequenza dei colori (frequenze
d'onda) visibili solamente durante la rotazione dell'oggetto esaminato
è necessario osservare il vetrino su un piano ruotante
e mai con una luce trasmessa da una fibra ottica.
- Per queste valutazioni è inoltre indispensabile un oculare
micrometrico, così da poter abbinare i colori visibili
al reale diametro del capello in esame.
Conoscendo lo spessore reale del capello, vedendo i colori di
polarizzazione è poi facile, con un poco di pratica, abbinare
alla clinica del soggetto la qualità della fibra cheratinica
dei sui capelli.
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