A cura di Andrea Marliani
Pubblicato il 20/03/2008
Alopecia androgenetica femminile
Nelle donne colpite da alopecia androgenetica è molto più probabile che la caduta di capelli si manifesti per la prima volta tra i trenta ed i quarant'anni (rispetto ai venti-trenta degli uomini). La patologia può manifestarsi in coincidenza di un cambiamento ormonale, ad esempio l'inizio o l'arresto dell'assunzione di pillole contraccettive, nel periodo post-parto, nel periodo post-pubarcale, in quelli perimenopausali e postmenopausali oppure in conseguenza di una sensibile variazione ponderale che altera l'equilibrio ormonale. La recessione bitemporale avviene al momento della maturazione sessuale nell'80% delle donne (come nella maggior parte degli uomini), ma è generalmente molto meno prominente di quella maschile. La recessione bitemporale profonda, come negli uomini, è più probabile che si associ con il più ovvio fenotipo maschile dell'alopecia androgenetica dipendente da una maggiore produzione di ormoni androgeni come il testosterone, piuttosto che con una accentuata conversione di questo in diidrotestosterone. In entrambi i sessi, l'area a rischio è l'intera parte superiore del cuoio capelluto, ma nelle donne c'è, generalmente, una diffusa diminuzione di densità in tutta la capigliatura, rispetto allo schema visto negli uomini. Nel 5% circa delle donne con alopecia androgenetica, si rileva una diminuzione globale della densità dei capelli nel cuoio capelluto, sebbene sia più prominente sulla sommità. Si determina, generalmente, una diminuzione ovalare della densità di capelli nel- l'area centrale, subito dietro una frangia frontale. Questa conservazione dell'attaccatura frontale è un'altra differenza fenotipica tra le donne e gli uomini affetti da alopecia androgenetica. Ludwig divise l'alopecia androgenetica femminile in tre gradi basati sulla densità dei capelli. Le donne del primo gruppo costituiscono la grande maggioranza, ma la perdita di capelli può essere distinguibile solo paragonando l'ampiezza relativa della scriminatura sulla sommità del cuoio capelluto con quella dell'estremo occipitale. Il secondo gruppo rivela un grado di diradamento maggiore rispetto a quanto individuato nel grado sopradescritto. Le donne del terzo gruppo di Ludwig sono rare e, come quelle in periodo premenopausale che assumono uno schema maschile con una profonda recessione frontale, richiedono un accertamento per un potenziale stato iperandrogeno. Sulzberger, Witten e Kopf per primi effettuarono alcune importanti scoperte cliniche nelle donne con "alopecia diffusa". I capelli, oltre a diventare più sottili e meno compatti, per la paziente sono spesso meno docili. Si può notare, inoltre, anche un'accresciuta untuosità e spesso sintomi di "fragilità, formicolio, pelle d'oca, bruciore, prurito ed una spiacevole ipersensibilità del cuoio capelluto". L'incidenza dell'alopecia androgenetica nelle donne è stata stabilita tra l'8 ed il 25%, ma questi studi possono aver escluso quei soggetti con bassi livelli di diradamento, facilmente camuffabili. Nelle donne, una diminuzione della densità di capelli diventa osservabile, specialmente, al momento della menopausa e può essere associata ad un'ulteriore recessione bitemporale. Non è al momento chiaro se questa perdita di capelli menopausale sia dovuta all'alopecia androgenetica. La stessa, infatti, sembrerebbe essere collegata ai cambiamenti ormonali causati da anovulazione e da insufficiente sintesi di estrogeno e/o progesterone. Comunque, il fatto che la ghiandola surrenale subisca dei cambiamenti nella produzione androgena delle donne oltre i cinquanta anni può avere un ruolo in questa perdita di capelli. Resta da stabilire come tutto ciò sia in connessione.
Riferimenti
Olsen Mc Growth-Hill > Disorders on Hair Growth > 1993.
Hamilton JB > Male hormone stimulating is prerequisite and an incitant in common baldness > Am J Anat, 1942.
Ludwig E > Classificationof types of androgenetic
alopecia occuring in female sex > Br J Dermatol,
1997.