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Parchi e oasi in Umbria

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

A cura di Betty

Pubblicato il 11/05/2006

Il Parco Naturale dei Monti Sibillini è un grande massiccio calcareo incuneato tra Umbria e Marche. Un terzo del Parco, la parte più affascinante, avvolta dalla magia e dal mistero, si trova in Umbria.

foto intervento

Il Monte della Sibilla, e il suo antro, dimora della Sibilla, il Pizzo del Diavolo, le Gole dell' Infernaccio e il Lago di Pilato, disegnano una geografia cupa e misteriosa di questa zona dell' Italia centrale, citata anche dal Goethe nel suo Faust: " Grandi sono le forze della montagna; là la natura libera agisce con strapotenza..." . Il paesaggio è alquanto vario, ampi e morbidi rilievi ondulati, pareti dolomitiche, canyon da vertigine, vastissime conche carsiche: la geografia rivela le tipiche forme di una montagna calcarea, nata dal deposito di sedimenti sul fondo di un antico mare caldo, la Tetide.

Sono diciotto le cime che superano i 2000 metri di altezza, culminando nel Monte Vettore ( 2476 mt ) , il monte più spettacolare è il Pizzo del Diavolo; l' erosione carsica ha lasciato diversi segni, come l' altipiano di Castelluccio, detto Piano Grande di Castelluccio, e le Gole dell' Infernaccio che, con i loro 100 metri di profondità, costituiscono il più imponente canyon dei Sibillini. Monte vettore
La passione per la montagna e la cura per l' ambiente hanno fatto sì che nascesse, nel 1993, il Parco Nazionale, con l'intento di bloccare la speculazione selvaggia che dal secondo dopoguerra stava deturpando questi luoghi della magia, che si estendono per ben 71.500 ettari!

Lago di Pilato Uno dei misteri legati a questa zona riguarda il Lago di Pilato, per secoli sede di sabba e meta di maghi e nogromanti; la leggenda racconta di come  Ponzio Pilato trovò, nelle sue gelide acque, un' orribile morte, trascinato da un carro trainato da due buoi, imbizzarriti per mano dei dèmoni; a memoria di questa tragedia, il Lago ogni anno si tinge di rosso
...ed ecco la spiegazione, leggenda a parte: nelle acque del lago vive un crostaceo, il Chirocefalo di Marchesoni, uno dei più primitivi crostacei viventi, che, durante l'estate, quando il lago in parte prosciuga, sfodera l' arma segreta per sopravvivere: le uova bloccano lo sviluppo e grazie al guscio coriaceo superano il periodo sfavorevole, per poi dar vita a migliaia di larve di colore rosato quando l'acqua torna, dando così la tipica colorazione al lago.

Le meraviglie di questo Parco non sono finite,  da non perdere sono le famose fioriture della piana di Castelluccio, da vedere nel periodo di massimo rigoglio, nelle prime settimane di luglio: papaveri, margherite e fiordalisi fioriscono in modo regolare sulgi appezzamenti coltivati mostrando sgargianti pennellate geometriche.
Per gli appassionati della fauna si segnalano il lupo, anche se difficilissimo da avvistare, l' aquila reale e il gufo reale.

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