Ricordate? Era il 1979 e Vasco cantava, sostenuto dalla fida “Steve Rogers Band” questa canzone che dava nome all’intero LP.
In seguito poi la canzone che fece maggior successo dell’album fu “albachiara” e anche il disco cambiò nome nelle successive ristampe.
Ma queste radici, ironiche se vogliamo, sono state tradite?
Il nuovo lavoro del Blasco è sicuramente “americano” nella scelta dei suoni (Burns alla chitarra, Landau solo per citarne alcuni, ma la lista è lunga), negli arrangiamenti, nei testi.
Tutto appare nuovo nel panorama italiano e certamente l’ascolto può risultare più “duro e “difficile” rispetto ad altri dischi.
Probabilmente non verrà immediatamente recepito dal grande pubblico, più abituato a suoni più melodici.
Il canto stesso è più rappato, fino all’utilizzo di vocalist neri in “io ti accontento”.
La produzione è stata curata nei minimi dettagli da Guido Elmi (”più rock” secondo Vasco), mentre il precedente “canzoni per me” era stato seguito da Celso Valli (”più pop”).
Il risultato complessivo si pone un gradino più in là di “nessun pericolo per te” e ripercorre la strada tracciata da “la fine del millennio”.
Testi più “amari” e maturi completano il tutto.
Potrebbe non piacere, soprattutto ai fan di vecchia data, più legati a suoni “puri”.
Ma in definitiva è Vasco… e si sente.
Idea77









Anteprima del commento