Ecocidio di Jeremy Rifkin

Ecocidio -Ascesa e caduta della cultura della carne- è la versione italiana appena pubblicata di Beyond Beef. Andare "oltre la carne" significa compiere un significativo passo in avanti verso una nuova consapevolezza della condizione di tutti gli esseri viventi con cui condividiamo il pianeta.

Jeremy Rifkin, economista americano e critico della società contemporanea di fama internazionale, presiede la “Foundation on Economic Trends”, insegna alla Wharton School of Finance ed è autore di celebri bestseller tradotti in una quindicina di lingue come: La fine del lavoro, Il secolo Biotech e L’era dell’accesso, uno dei libri più venduti dell’anno scorso in Italia.
In Ecocidio - Ascesa e caduta della cultura della carne -incalzante requisitoria contro un costume, quello del consumo di carne, che ha caratterizzato l’intera storia dell’uomo sul pianeta e prodotto dei guasti irrimediabili, esplosi di recente nell’emergenza BSE, Rifkin affronta dal punto di vista storico e culturale “il complesso bovino”, che nel nome del progresso e del profitto ha apportato enormi alterazioni al pianeta ed ha trasformato animali, lavoratori e consumatori in dati di produzione e di consumo, in utensili e target, privi di qualsiasi valore intrinseco o spirituale, involucri vuoti sincronizzati per tenere il ritmo degli allevamenti tecnologici, delle linee di lavorazione e delle casse dei fast food .
“Io sono un vegetariano convinto” ha dichiarato l’autore in un intervista (1) “e mia moglie è un’attivista per i movimenti dei diritti degli animali. La BSE, è un’emergenza mondiale ed un punto di svolta storico rispetto a quella che io chiamo “la cultura dell’allevamento”. Sin dal 1993, sostenuta da un pool di legali, la Fondazione che presiedo ha inviato petizioni al governo di Washington per chiedere il bando dell’utilizzo delle farine animali nell’alimentazione zootecnica, bando poi emesso solo nel 1997. Siamo arrivati a un punto in cui le logiche del mercato e dell’allevamento intensivo stanno mettendo a rischio l’intero ecosistema, a partire dalla necessità di mantenere sempre più vaste estensioni di terreno occupate con coltivazioni di vegetali da destinare all’alimentazione animale per giungere sino alle emergenze alimentari in sempre più rapida espansione. Il che accresce il carico ambientale delle attività umane, porta a un maggior uso di diserbanti e pesticidi, all’inquinamento delle acque, all’impoverimento dei suoli, al disboscamento e alla progressiva desertificazione di estensioni di terreno sempre più grandi. Ciò dimostra la necessità di ripensare la dieta umana (..) perché quello che facciamo all’ambiente, ai vegetali, agli animali, ci ricade addosso”.
I paragrafi conclusivi del volume si pongono come commento al contenuto dell’intera opera e spiegano il senso del titolo originale: “Andare oltre la carne significa trasformare radicalmente il nostro modo di pensare su quello che è l’atteggiamento più giusto nei confronti della natura (…) Le altre creature non sono oggetti o vittime, ma compagni partecipi di quella grande comunità della vita che costituisce la natura e la biosfera. Eliminando la carne dalla dieta umana, la nostra specie può compiere un significativo passo in avanti verso una nuova consapevolezza, che contempli uno spirito di comunione con i bovini e, per esteso, con le altre creature viventi con cui condividiamo il pianeta”.

(1) IL SOLE 24 ORE on line, 22 Febbraio 2001, intervista di Nicola Borzi

Ecocidio di Jeremy Rifkin - Mondadori 35.000 lire

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