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A cura di alis
Pubblicato il 19/05/2004
Fatti pochi chilometri verso nord-est, lasciata la zona di Caorle, ci si inoltra, mentre il paesaggio verso il mare non offre grandi cambiamenti rispetto a ciò che si trova più a sud, in territorio di Bibione, l’estremo insediamento settentrionale della costa veneziana e veneta. Oltre Bibione, al di là della foce del fiumeTagliamento che ne segna il confine, ha inizio il territorio friulano.
Ci si muove sempre tra sabbia e mare ma anche, nell’interno, tra terra e acqua. Acqua salmastra che si tramuta in terra nelle zone di antica bonifica, terra che si tramuta in acqua nel reticolo fitto delle valli, delle lagune, dei canali (i più importanti dei quali fanno parte della via di navigazione litoranea interna che porta dal Delta del Po a Venezia e a Monfalcone).
La vita chiassosa e colorata dei vacanzieri che affollano nei mesi estivi la striscia dorata del litorale, moderno e ricco di richiami di ogni tipo, si stempera, piano piano, nel silenzio della terra bassa che conserva i ricordi di una vita fatta di pesca, di agricoltura, e di fatica.
Dalla foce del fiume Livenza, a Caorle, la costa compie una dolce e ampia curva che permette di vedere spiaggia da spiaggia, una sottile striscia dorata e continua che segna l’orizzonte, un tratto preciso tra cielo e mare. Un mare punteggiato dalle vele delle imbarcazioni e dai triangoli colorati dei windsurf. Il vento favorevole, infatti, in estate soffia molto spesso.