Il dipinto perfetto

Quando il sondaggio diventa arte

Nel 1995 gli artisti russi Komar e Melamid, diedero il via a un progetto artistico sul web: un semplice sondaggio.

Un sondaggio che avrebbe svelato tutti gli aspetti che un dipinto deve avere per piacere; un sondaggio che avrebbe rivelato le cose che il mondo più apprezza e quelle che più disprezza in un dipinto.

Un sito raccoglie la spiegazione del perché di questa opera d’arte/sondaggio, i dettagli dei risultati, alcuni dipinti come esempio dei più amati e dei meno amati e infine le tante lettere (spesso polemiche) ricevute dai due artisti.
I risultati del sondaggio, divisi per varie nazioni, ci dicono quali sono il colore, il soggetto, lo stile e le dimensioni preferite; tentando di svelare, in una lunga serie di risposte a dettagliate domande, quale è il dipinto perfetto.

Alcuni risultati non stupiscono, ma se è abbastanza immaginabile che il colore preferito in assoluto sia il blu (basta solo pensare che, tra cielo e mare, è di sicuro il colore che siamo più abituati a vedere), fa uno strano effetto leggere che uno dei formati preferiti per un dipinto sia il “formato televisore”; anche se non viene specificato di quanti pollici.

Ora che ci penso, però, vista la teledipendenza mondiale non c’è molto da stupirsi anche per questo…

Che l’arte stia diventando come un elettrodomestico? Già sono in tanti a viverla come un soprammobile o un gadget…

Il tratto “nervoso” ed espressivo del pennello è preferito a quello patinato che imita la fotografia, salvo poi preferire comunque un dipinto realistico e simile a una foto; l’arte classica stravince su quella moderna, a eccezione della Cina e dei paesi dell’est; i colori vibranti piacciono più di quelli pallidi; i soggetti umani preferiti sono i bambini.

E così via per una quarantina di domande.

Paragonando le risposte delle varie nazioni, si scoprono anche cose interessanti; una su tutte: nei paesi cosiddetti ricchi, si preferisce un dipinto che sia semplicemente bello e che non significhi nulla, mentre in alcuni paesi cosiddetti arretrati, la risposta si capovolge, preferendo un quadro che abbia un messaggio a uno carino da vedere.

Nonostante i limiti di questo “sondaggio artistico”, che da un punto di vista scientifico non so quanto sia attendibile, spulciare le risposte può essere istruttivo e, in alcuni casi, persino illuminante.

Poco importa che, in realtà, sia ben lungi dallo svelarci l’essenza del dipinto perfetto.

In fondo, non potrebbe essere che così; e meno male!

Andros

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Pubblicato il sabato 19 maggio 2007 in: {post_cat_name}

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